
Il Sole di Pietra di Lagundo: un monumento contemporaneo che richiama la storia più antica del territorio
Chi percorre la MeBo in direzione della Val Venosta o pedala lungo la pista ciclabile che collega Merano a Lagundo non può fare a meno di notare, sulla destra, un insolito raggruppamento di grandi pietre disposte in forma circolare.
Molti automobilisti e ciclisti si chiedono quale sia il significato di questa installazione. A prima vista potrebbe sembrare un antico sito archeologico o un monumento preistorico. In realtà si tratta di un’opera contemporanea che intende richiamare e valorizzare le radici più antiche del territorio di Lagundo.
Un’opera per celebrare la storia di Lagundo
L’installazione, nota come “Sole di Pietra” o “SteinZeit”, è stata realizzata in occasione delle celebrazioni per il millenario del Comune di Lagundo. L’opera è costituita da circa ottanta grandi massi erratici disposti secondo un disegno circolare che richiama simbolicamente il sole, elemento presente in numerose culture antiche come simbolo di vita, energia e continuità.
La posizione scelta non è casuale. Collocata all’ingresso occidentale della conca di Merano, l’opera accoglie idealmente chi entra in Val Venosta e invita a riflettere sulla lunga storia di questi luoghi.
Il legame con la preistoria
Il Sole di Pietra non è un monumento antico, ma si ispira a testimonianze archeologiche realmente presenti nel territorio di Lagundo.
La zona è infatti nota per il ritrovamento di importanti reperti preistorici, tra cui i celebri menhir di Lagundo, grandi pietre infisse verticalmente nel terreno e risalenti a circa tremila anni fa. I menhir rappresentano una delle testimonianze più significative della presenza umana nell’area alpina durante l’età del Rame e del Bronzo.
Su alcune di queste pietre sono state rinvenute incisioni e simboli che testimoniano l’esistenza di pratiche rituali e religiose sviluppatesi molto prima dell’arrivo dei Romani.
Un territorio abitato da millenni
La posizione geografica di Lagundo ha favorito fin dall’antichità la presenza umana. Il fondovalle costituiva infatti un importante corridoio naturale di collegamento tra il mondo mediterraneo e quello alpino.
Nel corso dei secoli il territorio vide il passaggio di popolazioni preistoriche, dei Reti, dei Romani e successivamente delle comunità medievali che contribuirono alla formazione del paesaggio culturale odierno.
Il Sole di Pietra intende proprio ricordare questa continuità storica: un filo che collega le antiche comunità preistoriche agli abitanti di oggi.
Un invito alla scoperta
Chi osserva l’installazione dalla MeBo o dalla pista ciclabile può essere portato a considerarla semplicemente un curioso insieme di massi. In realtà essa rappresenta un invito a guardare oltre l’apparenza e a scoprire la ricchezza storica e culturale del territorio.
Il Sole di Pietra ricorda come il paesaggio che oggi attraversiamo quotidianamente sia il risultato di una storia lunga migliaia di anni, fatta di uomini, culture, tradizioni e memorie che meritano di essere conosciute e valorizzate.
La prossima volta che percorreremo la strada verso la Val Venosta, quel cerchio di pietre non apparirà più come un semplice elemento del paesaggio, ma come un simbolo della profonda relazione tra il territorio e la sua storia.
