L’EDIFICIO DALLE MOLTE VITE

Nel cuore di Merano, in via Cavour al numero 1, sorge un edificio che da quasi centoquarant’anni accompagna la storia della città. Questo palazzo ha svolto funzioni profondamente diverse, adattandosi di volta in volta alle esigenze di una comunità in continua evoluzione.

La storia dell’edificio riflette, nelle sue successive trasformazioni, una parte significativa della storia di Merano nel corso del Novecento.

Inaugurato il 5 ottobre 1887 su progetto dell’architetto Karl Möser, l’edificio nacque come Mädchenschule, la scuola femminile dei Comuni di Maia Alta e Maia Bassa. La sua realizzazione rispondeva alla crescente attenzione verso l’istruzione in una città che, proprio in quegli anni, stava vivendo un periodo di forte sviluppo economico ma soprattutto turistico.

Nell’autunno del 1919 vi si trasferì la scuola elementare italiana di Merano e, dopo lo scioglimento, nel 1923, dei due Comuni autonomi e il conseguente passaggio dell’immobile alla proprietà del Comune di Merano, l’edificio visse diverse storie come diversi furono i suoi utilizzi non sempre affini tra loro, anzi a volte molto dissimili.

A partire dal secondo decennio del ‘900, fu sede della “Gewerbliche Fortbildungsschule” (Scuola professionale di formazione continua) e negli anni a cavallo della Prima guerra mondiale ospitò la “Spar- und Vorschusskassa Mais”, (Cassa di Risparmio e prestito di Mais) costituita nel 1905.

Verso la fine degli anni Venti vi trovò sede la Casa del Fascio. Negli stessi anni gli spazi furono utilizzati anche dal Comitato meranese della Società Dante Alighieri, con la sua biblioteca, e dall’associazione dedicata all’assistenza dei lattanti.

Tra il primo e il secondo conflitto mondiale trovò ospitalità, in due distinti periodi, la Scuola Evangelica, costretta ad abbandonare la sede di via Vigneti tra il 1922 e il 1923 e, dopo 10 anni, dall’autunno 1933 fino alla fine dell’anno scolastico 1938-39.

Nei primi anni ’40 cominciarono i lavori di demolizione del vecchio vicino Ospedale di Santo Spirito per lasciare spazio alla costruzione della nuova Casa del Fascio. Fu così necessario trasferire la Canonica della Parrocchia di Santo Spirito proprio nell’edificio di via Cavour. Dal 1 gennaio 1940, vi rimase per circa vent’anni.

Particolarmente significativa fu la funzione assunta dall’edificio dopo l’8 settembre 1943. Anche grazie all’attività del Parroco di Santo Spirito, don Primo Michelotti, esso divenne un punto di riferimento per l’assistenza e l’accoglienza in uno dei momenti più difficili della storia cittadina. Vi trovarono asilo persone che cercavano protezione e sostegno, soldati sbandati, prigionieri evasi dai campi di lavoro della zona, ebrei, disertori tedeschi e altri.

Negli anni 1965-1966, dopo il trasferimento della canonica, l’edificio cambiò nuovamente funzione.

Merano soffriva allora di una grave carenza di spazi scolastici e si decise, pertanto, di affidare alla ditta Calligione e Figli i lavori di sopraelevazione di un piano, modificando in maniera significativa l’aspetto originario della costruzione.

In questa nuova situazione divenne sede dell’Istituto Tecnico Commerciale “Leonardo Pisano”.

Terminata anche questa fase, l’edificio accolse per un periodo un centro giovanile, continuando così a mantenere quella funzione pubblica, educativa e sociale che, pur con forme diverse, aveva caratterizzato gran parte della sua storia.

Nel gennaio 2006, dopo una impegnativa ristrutturazione dei locali interni, all’edificio fu assegnata l’ultima, per ora, destinazione d’uso, la sede del Centro per la Cultura.

La trasformazione non rappresentò soltanto un ulteriore cambio di funzione. In qualche modo chiuse un lungo percorso iniziato con la scuola femminile: un edificio nato per l’educazione tornava ad essere un luogo aperto alla comunità, questa volta dedicato alla cultura, all’incontro e alla partecipazione.

Valter Cassar